Libri d'antiquariato
Raboni Giovanni
Cadenza d’inganno
Gatto Alfonso
Desinenze
Montale Eugenio
Satura
Cucchi Maurizio
Le meraviglie dell’acqua
Sindacato interprovinciale fascista Belle arti della Venezia Giulia
X Esposizione d’arte
Sindacato interprovinciale fascista Belle arti della Venezia Giulia
IX Esposizione d’arte
Sindacato interprovinciale fascista Belle arti della Venezia Giulia
VIII Mostra d’arte
Sindacato interprovinciale fascista Belle arti della Venezia Giulia
VII Mostra d’arte
Pittoni Anita
L’armonica. Zibaldone degli scritti brevi
L’idea di presentare sette racconti in foglietti volanti apribili ad armonica nasce dal desiderio di riportare in auge le modalità di diffusione di una particolare letteratura per l’infanzia d’area tedesca - austriaca, ossia le fiabe da un soldo (ma la stessa forma a depliants richiama anche il rapporto tra la grafica editoriale e la pubblicità per l’industria, i magazzini della moda e i biglietti d’auguri creati negli anni ’60 da Fred Bauer, Marcell Wyss, Heinz Looser - Brenner). Si affida per la realizzazione tecnica alle grafiche Cosarini che avevano stampato le prime prove poetiche di Pasolini e che fu poi compagno assiduo dello Zibaldone. La Pittoni, in una lettera a Luciano Foà del 14 maggio 1966, definisce questi racconti “i grani dell’anima di Trieste”. Tra questi racconti spicca l’ultimo dedicato a Bobi Bazlen che poco prima di morire era riuscito a
far uscire per la Biblioteca Adelphi i libri di Kubin, Grosse e Potocki. L’insieme mette in risalto l’attenzione della Pittoni per l’artigianato e per l’editoria di progetto propria di una stamperia privata.
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L’idea di presentare sette racconti in foglietti volanti apribili ad armonica nasce dal desiderio di riportare in auge le modalità di diffusione di una particolare letteratura per l’infanzia d’area tedesca - austriaca, ossia le fiabe da un soldo (ma la stessa forma a depliants richiama anche il rapporto tra la grafica editoriale e la pubblicità per l’industria, i magazzini della moda e i biglietti d’auguri creati negli anni ’60 da Fred Bauer, Marcell Wyss, Heinz Looser - Brenner). Si affida per la realizzazione tecnica alle grafiche Cosarini che avevano stampato le prime prove poetiche di Pasolini e che fu poi compagno assiduo dello Zibaldone. La Pittoni, in una lettera a Luciano Foà del 14 maggio 1966, definisce questi racconti “i grani dell’anima di Trieste”. Tra questi racconti spicca l’ultimo dedicato a Bobi Bazlen che poco prima di morire era riuscito a far uscire per la Biblioteca Adelphi i libri di Kubin, Grosse e Potocki. L’insieme mette in risalto l’attenzione della Pittoni per l’artigianato e per l’editoria di progetto propria di una stamperia privata.
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